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IL PARCO NAZIONALE DEL GARGANOPromontorio calcareo situato ad est del tavoliere della Capitanata, il Gargano ha un’estensione di oltre 200.000 ettari di terra e costeggia il mare Adriatico per più di 60 chilometri. A causa della sua particolare posizione e configurazione, è chiamato altresì lo “Sperone d’Italia”. Circondata da una vasta pianura su tre lati, la terra garganica appare a prima vista come un compatto acrocoro di natura carsica, ricco di valloni, dirupi, grotte e coste frastagliate, ornate splendidamente con pinnacoli, colonne e volute, che rendono godibilissima la visione del paesaggio. Anticamente, il promontorio era una delle molte isole che costituivano l’arcipelago pugliese; nonostante sia ora fisicamente unito alla terra ferma, ha mantenuto costante una sorta di isolamento, quasi imposto dalle immense coltivazioni cerealicole del tavoliere, dalla barriera marina dell’Adriatico e dalle ripide e rocciose pareti, impervie da scalare. Il Gargano è quindi un affascinante microcosmo ricco di flora, fauna e scenari incantevoli, per cui la creazione di un Parco Naturale appare quasi come una logica ed inevitabile, piacevole conseguenza. Moltissime sono le specie floreali diffuse nella zona garganica, che per alcune di loro costituisce un habitat ideale o addirittura esclusivo. Il citiso, la santoreggia, la campanula garganica sono specie reperibili solo in questi territori; la Centaurea Diomedea è un tipo di fiordaliso che vegeta solo sulle isole Tremiti; il cisto di Clusio è una specie assai rara, di cui si possono osservare pochi esemplari sulle dune di Lesina. Il paesaggio garganico è nobilitato inoltre dalla presenza di certe specie di bellezza straordinaria, che adornano ulteriormente il panorama naturalistico; citiamo, ad esempio, l’aubrezia, che cresce sui muri della basilica di San Michele e sul Castello di Monte Sant’Angelo, l’enula che riveste gli scogli e le rocce costiere meridionali, la ginestra adriatica, originaria delle prospicienti coste della Dalmazia, o l’erba ghiacciola, reperibile sui litorali sabbiosi di Vieste. La flora garganica può anche vantare la più importante raccolta di orchidee spontanee, presenti in 65 tra specie e sottospecie; frequentemente si assiste a fenomeni di macrosomatismo; può capitare di imbattersi in certi esemplari di pini d’aleppo, faggi, lecci e tassi di dimensioni monumentali. Tra gli alberi più interessanti del Gargano, citiamo il leccio del convento dei Cappuccini di Vico del Gargano, i cerri del bosco Quarto, i faggi secolari della foresta Umbra. L’intervento dell’uomo ha modificato parzialmente il paesaggio; ulivi, frutteti ed orti profumati da una parte, disboscamenti, incendi e pastorizia brada dall’altra, sono i risultati antitetici dell’interferenza umana sulla flora locale. La componente faunistica delle terre garganiche risente dell’isolamento geografico del territorio e della varietà degli scenari ambientali; tra le specie animali indigene, ricordiamo il capriolo garganico, discendente del comune capriolo che una volta abitava tutta la penisola, la gallina prataiola, la puzzola, la martora ed una numerosa schiera di uccelli che svernano nelle zone umide. Da poco hanno ripopolato il Gargano le cicogne, i silfidi, piccoli uccelli di bosco, le poiane, i falchi pellegrini, i gheppi, i picchi muratori, detti anche monachine, i picchi rossi ed alcuni esemplari di picchio dorsobianco, di cui rimangono solo poche centinaia di unità in tutta Italia, oltre ad un’incredibile varietà di farfalle. Tra i rettili e gli anfibi, menzioniamo il cervone, la luscegnola, bizzarro sauro mai avvistato più a nord della Calabria, la salamandra pezzata, il ramarro, il geco, diverse specie di rane e di tartarughe di terra e di palude. Nei territori del Parco vi sono oltre 100 specie di uccelli assai rare, o addirittura in via di estinzione; fra queste il mignattaio, il tarabuso, la moretta tabaccata, la berta maggiore, la rondine rossiccia, l’occhione, la calandra, lo zigolo capinero, il gufo reale, il lanario ed il capovaccaio. Tutta la zona del Gargano è ricca di boschi e di foreste; la Foresta Umbra, in particolare, oltre ad essere un’ambita meta turistica nel periodo estivo, è il fiore all’occhiello di questo splendido Parco, sicuramente uno dei più interessanti d’Italia, un’autentica perla in cui la natura ha manifestato tutta la sua spettacolare grandiosità. |
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