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BARI
 
 
 

 

La città, capoluogo di provincia e di regione, è la seconda metropoli del mezzogiorno per popolazione e rilevanza economica. Il porto ha grande importanza, soprattutto per l’attracco delle navi cisterna che importano il petrolio grezzo dall’Oriente. Dal 1930, Bari è sede della Fiera del Levante, che permette di incrementare i traffici tra Italia e Paesi del Mediterraneo. La città è inoltre uno dei più importanti nodi ferroviari del sud e dispone di un aeroporto civile( Palese)che assicura collegamenti con Roma, Brindisi e Tirana. L’Università di Bari è la terza in Italia per numero di studenti. Cenni storici: Le notizie sul periodo anteriore alla presenza romana sono incerte: d'origine forse illirica, “Barium” era una città dell’Apulia in territorio peucetico. Livio, Stradone, Orazio e Tacito parlavano comunque di questa cittadina descrivendone l’importanza strategica del porto, grazie ai traffici col vicino Oriente. Durante l’Impero, fu Municipio ascritto alla gens Claudia, poi divenne importante nodo stradale con la costruzione dell’Appia Traiana, quindi assunse maggior rilevanza per i traffici con la Grecia e l’oriente, tanto da essere oggetto di contesa per Bizantini, Longobardi e Saraceni. Il dominio più duraturo fu quello dei Bizantini, essendo Bari divenuta sede della flotta dell’Impero d’Oriente; risale a questo periodo la struttura urbana della città vecchia, tutta costruita attorno alla corte del catalano, il comandante della flotta bizantina. Questa è l’epoca più fortunata per la città, e continua anche con la dominazione dei Normanni. Distrutta da Guglielmo il Malo, Bari tornò a rifiorire in epoca sveva, con la costruzione del castello, fatto erigere da Federico II. Con gli Angioini, invece, inizia la decadenza, aggravata dalle epidemie e dalla crisi del porto allorché i Turchi conquistarono i Balcani e la Grecia. Un periodo di splendore si ha con gli Sforza, ma s'interrompe sotto gli Spagnoli. Solo con Gioacchino Murat, nel 1813, si attua una gran ripresa con la creazione del borgo già previsto dai Borboni. L’aggregato urbano si espande oltre le mura medievali, la popolazione aumenta vertiginosamente e con il plebiscito del 21-22 ottobre, tutto il territorio entra a far parte del regno d’Italia. Durante la seconda guerra mondiale, Bari è la base navale delle forze alleate più importante dell’Adriatico. Arte e monumenti: Dal punto di vista urbanistico, si possono distinguere nella città tre zone distinte: la città vecchia, di forma triangolare, caratterizzata da viuzze strette ed irregolari dove si concentra la maggior parte dei monumenti bizantini, normanni e sveli; la seconda, trapezoidale, formatasi dopo il 1813 ( con il decreto di Murat), è nettamente delimitata da Corso Vittorio Emanuele II, che segue il tracciato delle antiche mura; la terza, infine, di più recente costruzione e ad alta densità industriale. Il nucleo originario è costituito dall’antica corte del catalano, dove nel 1087 si costruì la basilica di S. Nicola (vescovo di Mira, le cui spoglie sono state trafugate e portate a Bari), recentemente restaurata, che costituisce il prototipo dell’architettura romanico-pugliese; la basilica, nata come chiesa del palazzo, venne inserita nella cittadella del catalano, e ciò spiega la presenza di due torri, ora trasformate in campanili; la facciata, ripartita da lesene, ha al centro un bel rosone, monofore e bifore. L’interno è a tre navate divise da colonne e pilastri, e termina con tre absidi coperte all’esterno da un alto muro. Tra le opere d’arte, di cui la basilica è ricca sia internamente che esternamente, ricordiamo il ciborio (1150), con quattro colonne e capitelli scolpiti dai maestri comancini, che conserva uno smalto incastonato, forse limosino, del 1193; notevoli anche la sedia episcopale in marmo traforato e le immagini di S. Nicola nero e l’altare in argento, diviso da riquadri che testimoniano la vita del Santo, nonché la tavola di Bartolomeo Vivarini che raffigura “ la Madonna e i quattro Santi”. Interessante, inoltre, la Cripta, consacrata nel 1089, che contiene l’altare di S. Nicola con i resti del Santo ed il monumento funebre di Bona Sforza, regina di Polonia e duchessa di Bari. Il museo Nicolaino, inserito nel matroneo della chiesa, ospita opere di oreficeria, candelabri, una corona di ferro ed altre reliquie. Di più recente costruzione è la Cattedrale di S. Sabino, edificata nella seconda metà del sec. XII su un preesistente edificio bizantino, è a tre navate suddivise da colonne d'origine romana e bizantina, con un rosone sulla facciata e sul lato sinistro la trulla, un tempo fonte battesimale, poi modificata in sagrestia. La chiesa di S. Gregorio, del sec. XI, ha di notevole l’interno, suddiviso in tre navate da colonne con splendidi capitelli.Tra gli edifici medievali più belli, citiamo il Castello, eretto da Federico II su precedenti edifici normanni nel 1233; ha quattro torri alle estremità. In epoca rinascimentale, per opera di Bona Sforza, fu ingentilito per ospitare la corte e rafforzato con possenti baluardi; attualmente ospita la Sovrintendenza ai monumenti ed alle gallerie ed alcune mostre temporanee della Puglia. Il Museo Archeologico provinciale custodisce testimonianze della civiltà apula, dauna, messapica, peucetica, greca e romana nella terra di Puglia. La Pinacoteca provinciale ospita opere di scuola veneta (Vivarini, Tintoretto, Giambellino, Solimena ecc.) e di alcuni pittori meridionali dell’800. Il Museo Diocesano, ubicato nel vescovado, raccoglie notevoli oggetti liturgici.

 
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