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La città sorge su di una penisoletta tra due seni di mare, chiamati di Levante e di Ponente, comunicanti attraverso il canale Pigonati con il mare aperto, dove si trova la piccola isola di S. Andrea. Brindisi ha un aspetto piacevole e moderno, con vie e piazze spaziose. Il porto costituisce il più importante approdo d’Italia per le comunicazioni con la Grecia, effettuate anche con navi-traghetto.
Una tradizione vuole che la città sia stata fondata dall’eroe Diomede di ritorno da Troia, un’altra dai Cretesi di Cnosso; attenendosi invece alle testimonianze storiche, pare che Brindisi fu un centro di origine illirica, costruita da popolazioni messapiche nel VII sec. a.C.; la città prende infatti il toponimo dalla voce messapica “brendon”, cioè “testa di cervo”, a causa della caratteristica forma dei rami del suo porto. Da sempre al centro dei traffici con l’Oriente, Brindisi acquista maggiore importanza quando diviene colonia romana, nel 266 a.C., grazie anche all’apertura della Via Appia, che la collega alla capitale. Con il consolidamento dell’Impero, la città diviene importante sia commercialmente sia militarmente, giacché porto d’imbarco per le legioni; nel 40 a.C., è teatro della riconciliazione tra Ottaviano e Marco Antonio (foedus brundisinum), mentre nel 19 a.C. vi muore il poeta Virgilio. Con la decadenza dell’Impero, inizia il tramonto della città, che viene assediata e contesa dai vari dominatori della penisola, ed infine distrutta dall’imperatore Ludovico II, nell’ 868. Ricostruita dal governatore bizantino Lupo Protospata il secolo successivo, riacquista importanza con le crociate, e rifiorisce completamente sotto gli Svevi di Federico II, che vi costruisce la rocca, e sotto gli Angioini. Poi diviene feudo di Raimondo Orsini del Balzo dal 1383 e, fedelissima agli Aragonesi, nel XV sec. è coinvolta nelle sanguinose lotte di successione per il Regno di Napoli. Nel 1456 è distrutta quasi per intero da un violentissimo terremoto ed inizia un lunghissimo periodo di decadenza, di annessioni e di saccheggi, fino al 1775, allorché i Borboni riattivano il canale e rivitalizzano la città. Annessa all’Italia il 22 ottobre del 1860, Brindisi è trasformata in base navale militare; durante la prima guerra mondiale, diventa centro delle operazioni navali del basso Adriatico; nella seconda guerra mondiale, il re Vittorio Emanuele III ed il maresciallo Pietro Badoglio vi si rifugiano, insediandovi, sotto la protezione degli Alleati, il legittimo governo italiano.
Nonostante il suo ricco passato romano e lo splendore che mantenne nel Medioevo, di cui rimangono numerosi monumenti, Brindisi ha un aspetto prevalentemente moderno; del periodo greco-romano rimangono le terme, un tempio, il foro ed una delle due colonne al termine della Via Appia, oltre ad alcuni tratti di edifici, purtroppo deteriorati dai terremoti o da scriteriati restauri. I resti affiorati nel corso degli scavi sono conservati nel Museo Archeologico Francesco Ribezzo, che raccoglie testimonianze del territorio della provincia sin dai tempi preistorici. Del periodo medievale, è notevole il Duomo, costruito nel XI sec., poi ricostruito nel XVIII secolo; la chiesa, che nel 1225 vide celebrare il matrimonio di Federico II con Jolanda di Gerusalemme, conserva di originale tratti del pavimento a mosaico e resti dell’abside. L’edificio più insigne della città è la Rotonda dei Templari (S. Giovanni al Sepolcro): costruita in epoca normanna dai Cavalieri Templari e poi passata ai Cavalieri del Santo Sepolcro, è una struttura a pianta circolare, costituita da grossi massi, con un portale ornato di rilievi ed incorniciato da un portico sostenuto da due colonne sormontate da leoni; l’interno è caratterizzato da colonne con capitelli ottimamente lavorati, e da numerosi affreschi del sec. XIII discretamente conservati. Interessante anche la chiesa di S. Benedetto: edificata nel sec. XI, restaurata dal ‘500 in poi, conserva il portale sul fianco sinistro, il campanile ed il chiostro del convento. Da vedere anche la chiesa di S. Lucia, romanica e rimaneggiata più volte, conserva una cripta del sec. XI nonché numerosi affreschi bizantineggianti dei secc. XII-XIV. La chiesa del Cristo, con facciata bicolore, ospita una Madonna in trono e due crocifissi lignei del 1200. Notevole la chiesa periferica di S. Maria del Casale, eretta da Filippo d’Angiò nel XIII sec., con facciata a sezioni di pietre bicolori ed affreschi di origine bizantina; l’edificio, recentemente restaurato, dimostra la sua originale bellezza e reca nelle sue vicinanze la Fontana di Tancredi il Normanno, a memoria delle nozze del figlio Ruggero con Urania, e zona di sosta per i cavalieri che s’imbarcavano per le crociate. Tra gli edifici pubblici, è importante il Castello Svevo, edificato da Federico II nel 1227, di forma quadrata con torrioni cilindrici angolari, rimaneggiato dagli Aragonesi ed ingrandito da Carlo V. Ancora da ricordare la Zecca Angioina, con resti di mura e forte del sec. XIII, il Palazzo Balsamo, gotico del XIV sec., il Palazzo Granafei, barocco, ed il Palazzo del Seminario, costruito nel 1700. |