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Fino al 1891 il centro era noto come “Castrifrancone”. Vivace centro agricolo del Salento centrale, sito a 47 metri d’altitudine a sud-est di Lecce, da cui dista 14 km, collocato nella pianura che digrada dalla Serra di Galugnano verso la costa adriatica. Nel territorio comunale, ampio 12,2 kmq, colture agricole e tabacco. L’abitato, essendo formato dalla fusione di due paesi (Castrifrancone e Castriguarino), presenta una pianta alquanto irregolare.
Il territorio fu abitato sin dall’età del bronzo, come testimoniano i numerosi menhir tuttora visibili. In età romana, era un casale fortificato, noto come Castrum, dipendente dalla vicina Roca. L’area del casale era molto estesa, tanto che nel 1353 la metà di esso fu venduta ad Annibale Lettere, componente di una nobile famiglia leccese, e l’altra metà alla famiglia Condò, nobile stirpe parigina. Nel 1396, la parte della famiglia Lettere passò ai Francone per successione matrimoniale, ed assunse così la denominazione di Castrifrancone. Nel 1452, la regina Giovanna II donò la parte dei Condò ad Agostino Guarino, prendendo così il nome di Castriguarino. Nel 1610, Camillo Cicala acquistò Castrifrancone da Filippo Mattei, conte di Palmariggi, poi passò a Giovanni Cicala, barone di Sternatia. Nel 1707, tutti i feudi di Castriguarino e Castrifrancone passarono assieme al casale di Gramignano a Domenico Andriani, e, due anni dopo, ad Andrea Vernazza. Successivamente, entrambi i casali assunsero la denominazione di Castrifrancone, cambiata, nel 1891, nell’attuale toponimo.
L’edificio più importante è la chiesa Parrocchiale, costruzione del sec. XVIII di elegante architettura. Notevole anche il Palazzo Baronale. |