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Situata a 51 metri di altitudine nel cuore della penisola salentina, Lecce è una città assolutamente graziosa, famosa per il suo barocco fastoso e ricco che raggiunge effetti pittorici per il colore giallognolo del calcare.
Antico municipio romano collegato a Brindisi mediante un prolungamento della Via Traiana, fiorì soprattutto sotto Marco Aurelio; fu dotata di teatro ed anfiteatro e divenne un importante centro per la produzione di vini e cereali, nonché un fiorente emporio per i traffici con l’Oriente. Saccheggiata e distrutta da Totila, ebbe un periodo di decadenza come presidio bizantino, poi rifiorì in epoca normanna, ospitando per alcuni secoli la Contea di Litium. Sotto gli Svevi, fu feudo di Manfredi; sotto gli Angioini, dei Brienne; nel 1353 degli Enghien, quindi degli Orsini-Del Balzo, che l’incorporarono al principato di Taranto, poi degli Aragonesi. Con Carlo V riacquistò un importante ruolo difensivo e si ripropose come fiorente centro commerciale e come vivace polo culturale. Nel 1848 vi si costituì un governo provvisorio e si organizzò la guardia civica. Dopo l’8 settembre 1943, durante la II guerra mondiale, quando il re ed il governo si trasferirono nel territorio controllato dagli Alleati, fu sede di alcuni ministeri.
Lecce è nota per il suo barocco, ma conserva ancora numerose testimonianze dei periodi precedenti, come quello romano (teatro ed anfiteatro); una parte del materiale scultoreo di questi edifici è custodita presso il Museo Archeologico Sigismondo Castromediano, in cui sono anche visibili reperti di epoca messapica, dell’antica Rudiae, ed alcune collezioni di dipinti di scuola veneziana, romana e napoletana. Tra i monumenti medievali, resta la chiesa dei SS. Nicolò e Cataldo, unico edificio normanno, seppur rimaneggiato, rimasto, comprensivo di chiostri e cimitero fatto costruire da Tancredi d’Altavilla, conte di Lecce, nel 1180 ed appartenuto poi agli Olivetani. La chiesa, parzialmente rimaneggiata in stile barocco, conserva di originale il portale, il rosone ed i fianchi lavorati. L’interno presenta tre navate con pilastri in stile borgognone e tracce di affreschi del XIV secolo, raffiguranti scene di vita di S. Francesco. Interessanti anche il Palazzo del Seggio (fine ‘500) ed il Castello trapezoidale, fatto erigere da Carlo V su di una preesistente fortezza normanna. Scenograficamente importante è tutta la piazza che ospita il Duomo, originario del XII secolo e rifatto nel ‘600, con due facciate: una semplice, ornata di statue, ed una movimentata e ricca di sculture, che volge verso la piazza. Sulla stessa piazza si trova anche il Seminario, edificio del XVII sec., ed il Palazzo Vescovile. La Basilica di S. Croce, costruita tra il ‘500 ed il ‘600 dagli architetti G. Riccardi e G. Zimbalo, presenta all’interno tre navate, altari fastosi, legni lavorati e preziosi dipinti di scuola napoletana. Da visitare anche le chiese di S. Irene, S. Maria delle Grazie, del Gesù, di S. Matteo, S. Angelo e S. Chiara, l’Arco di Trionfo ed il Palazzo Adorni.
Nei dintorni della città, a pochi chilometri dall’abitato, si trovano le rovine di Rudiae, città messapica e romana, distrutta da Guglielmo il Malo. Gli scavi hanno riportato alla luce numerosi resti di edifici pubblici, strade, fontane ed antiche mura, oltre ad alcune tombe, sia di epoca messapica sia di epoca romana. A 12 chilometri, San Cataldo, attrezzatissima spiaggia di Lecce, è anche un centro di pescatori; un tempo era il porto della città, noto come Porto Adriano, in onore dell’imperatore romano che lo aveva fatto costruire; nei territori vicini è stata recentemente istituita una riserva naturale di notevole interesse. |