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Taranto è situata a 15 metri di altitudine su di un piccolo promontorio tra il Mar Grande ed il Mar Piccolo. La parte più antica della città è caratterizzata da case basse ed addossate le une alle altre, da strette viuzze e si trova su di un’isoletta che sorge tra due canali che collegano il Mar Grande col Mar Piccolo. La parte nuova, invece, presenta una pianta a scacchiera, edifici moderni e strade più ampie. Il porto svolge una notevole attività commerciale.
Le origini di Taranto sono antichissime, e ci riportano al VII sec. a. C., quando una colonia di Spartani espulsi dalla loro città si insediarono in questi territori, fondando “Taras”. Taras rimase legata per molto tempo alla città madre, e divenne un emporio assai fiorente, tanto da primeggiare sulle città della Magna Grecia, sotto Archita, che nel 366 a.C. vi ospitò Platone. La città dovette però sostenere lunghe e sanguinose lotte con le popolazioni indigene: nel 470 subì una pesante sconfitta per opera degli Japigi, poi le lotte continuarono con Messapi, Lucani e Bruzi. Taranto chiese allora aiuti esterni, sia agli Spartani di Cleonimo, sia ad Alessandro, re di Epiro. All’inizio del III sec. a. C. gli equilibri mutarono radicalmente allorché la potenza di Roma in fase di espansionismo imperiale divenne irresistibile; inevitabile scoppiò la guerra tra Romani e Tarantini, con questi ultimi costretti alla resa, nonostante l’intervento in loro aiuto di Pirro, re dell’Epiro. Nel 272 a.C. Taranto entrò a far parte della federazione capeggiata da Roma. Al tempo dell’invasione di Annibale, nel 212, passò dalla sua parte, poi fu ripresa da Fabio Massimo e, duramente punita, iniziò un periodo di declino, rallentato solo dall’importanza crescente del porto. Taranto, città ribelle, fiera delle sue origini, conservò lingua e cultura greca sino all’età imperiale. Nel Medioevo, subì le dominazioni di Bizantini, Goti, Longobardi, Saraceni e fu conquistata dai Normanni di Roberto il Guiscardo nel 1063. Divenne centro di un forte feudo, capeggiato alternativamente da principi normanni, svevi ed angioini, finché fu annessa alla corona aragonese di Napoli, nel XV sec. Occupata dagli Spagnoli, la città resistette anche agli attacchi dei Turchi ed iniziò una lunga fase di decadenza, causata soprattutto da una trascuratezza politica da parte dei viceré in età borbonica. Occupata dai Francesi nel 1806, Taranto divenne la loro base navale per le operazioni contro la flotta inglese; nel 1860 venne occupata da un battaglione di garibaldini; l’anno dopo entrò nel Regno d’Italia, divenendo, assieme a La Spezia, la più importante base della Marina Militare Italiana. Durante la prima guerra mondiale, infatti, fu il centro di tutto il traffico per le flotte alleate che operavano nel Mediterraneo; durante la seconda guerra, fu gravemente danneggiata dai bombardamenti, particolarmente massicci per la sua importanza strategica; nel porto, ben tre corazzate italiane furono messe fuori uso dai siluri degli Inglesi: la Littorio, la Duilio e la Cavour. Il 23 settembre 1943 a Taranto l’ammiraglio De Courten, ministro della Marina Italiana, sottoscrisse un accordo con il comandante delle forze navali inglesi del Mediterraneo, l’ammiraglio Cunningham, per avviare una collaborazione tra la flotta italiana e quella delle truppe alleate.
Della città greca, si riconosce ancora il perimetro delle mura, con porte e fossato, ma dei monumenti antichi non rimane molto, a causa dello sviluppo edilizio del primo Ottocento e dell’ultimo dopoguerra. Dell’Acropoli, che sorgeva sulla penisola della parte vecchia, rimane solo qualche traccia di un tempio dorico arcaico, detto di Poseidone. Della città romana, restano alcune strade, tra cui la Via Appia, e frammenti di acquedotti, terme, case signorili e dell’anfiteatro. Vaste necropoli hanno restituito materiale dal VII sec. a. C. all’età romana, raccolto nel Museo Archeologico Nazionale; il museo comprende materiale preistorico, ceramiche greche e lucane, terrecotte, oreficerie e sculture di tutta la Magna Grecia; degne di nota una testa di Afrodite in marmo di scuola prassitelica, risalente al IV sec. a. C., alcuni unguentari protocorinzi, un sarcofago di atleta del VI sec. a. C. ed il corredo funebre della Tomba degli Ori di Canosa. Del periodo medievale, rimane il Castello Aragonese, progettato da Francesco di Giorgio Martini nel XV sec., la chiesa di S. Domenico Maggiore, edificata nel XIV sec., ed il Duomo: dedicato a S. Cataldo, fu eretto nel sec. XI su edifici preesistenti; parecchie volte rimaneggiato, è stato recentemente riportato alle linee originali, eccetto la facciata barocca; ha pianta basilicale divisa da tre navate, con colonne dai capitelli romanici e bizantineggianti; all’interno si trovano statue ed affreschi del XVIII sec. ed un fastoso altare. Nella città nuova, si trovano il panoramico Lungomare Vittorio Emanuele ed i giardini pubblici della Villa Peritato, ideali per sostare e ristorarsi, oltre al Museo Archeologico. I dintorni di Taranto sono ricchi di lidi e spiagge attrezzate; segnaliamo a 6 km. i lidi di Marechiaro e di Praia a Mare; oltre Capo S. Vito, i lidi di Baia Smeralda e di Lama; a 11 km, lungo la costa jonica, lido Azzurro, mentre a circa 20 km. si trova Marina di Taranto, posto incantevole caratterizzato da spiagge circondate da maestose pinete. |